lunedì 18 maggio 2015

Quel disagio chiamato Grigliata

Molti di voi, già alla sola lettura del titolo di questo post, mi punteranno il dito contro, come il peggior concorrente dell'Eredità, per dirmi che sono un hater. Ok, devo essere onesto: un po' lo sono. Ma lo sono come tutti. In questo caso però non si tratta di essere hater, ma di constatare una delle cose che mi mettono più a disagio nella vita: la grigliata.

Facciamo un piccolo preambolo. Sono nato e vivo in città. Sono quello che Esopo definirebbe un mus urbis, un topo di città. La mia filosofia di vita si potrebbe riassumere in una frase di Woody Allen:  

"La mia analista dice che devo vivere in campagna, e non a New York! E io non posso! Facciamo sempre la stessa discussione. La campagna mi innervosisce: ci sono i grilli, e il silenzio, e non sai dove andare dopo cena, e le reti alle finestre con le falene morte spiaccicate... A parte l'eventualità di visite dei Manson e altre famiglie di Satana..."


Ecco. La campagna mi mette a disagio, molto. Il rumore delle cicale mi mette a disagio, molto. E quella sfilza di villini tutti uguali uno di fianco all'altro, che nei mesi autunnali vengono inghiottiti dalla nebbia e dalla filosofia di vita "Pijama all day long", mi mettono a disagio pure loro, e molto. Sia chiaro che parlo della campagna adiacente a Milano, che odora proprio di disagio. Ma in ogni caso la campagna è un luogo che sfuggo, se posso evito, e tutt'ora mi mette a disagio. Mia mamma racconta di un episodio della mia infanzia, quando al rientro da una gita fuori città in cui ero stato particolarmente agitato, mi sono addormentato in macchina e al risveglio davanti alle luci citttadine e ai palazzi alti mi sono lasciato andare ad un sonoro "Casa mia". Tutto questo a 2 anni. Manco E.t era così felice quando arrivano a prenderlo.

VOGLIO VIVERE COSì

Fatto questo ulteriore preambolo, so già che molti di voi avranno chiuso questa pagina pensando che sono pazzo. Amen, ognuno c'ha le sue fisime. Io ho questa. Get over it.

Tutto questo ci riporta a bomba al tema iniziale. Sì, perchè la grigliata mi ricorda proprio quel mood. Perchè un conto è fare una grigliata al mare nella baia californiana, un conto è farla fuori a Milano con i Perez e il succo Bravo. O ancora peggio, a quel luogo che non so neanche come definire chiamato I D R O S C A L O.

ed è subito Perez

Tutto questo perchè la mia vita è un apostrofo rosa tra le parole Expectation e Reality. Che poi l'apostrofo non c'è, ma avete capito il messaggio.

EXPECTATION
EXPECTATION


EXPECTATION 


REALITY

In questa stagione iniziano quindi gli inviti alle grigliate, che sono super soltanto perchè si sta in compagnia ma per il resto sono true disagio. 
La grigliata media inizia con la scelta di cosa comprare per cena e di solito si finisce per prendere 9000 kg di carne che nessuno mangerà e pacchi di San Carlo e pane per fare le bruschette sulla piastra, che fanno subito trasgressione. 
La gente nel 2015 non ha ancora capito che per fare una buona brace ci vuole un'ora, indi per cui la grigliata media inizia sempre con quelle 2 ore di fame aggressiva in cui si rade al suolo il tavolo con taralli e patatine nell'attesa che l'addetto alla carbonella prepari il fuoco. L'addetto alla carbonella è quella posizione sociale più ambita di una vacancy da CEO Apple. La gente inizia a raccontare le proprie esperienze per dimostrare di essere più bravi degli altri. Tra queste annovero:

- quello esperto perchè ha fatto una grigliata a Cattolica nel 2006 e ha portato mille tipe;
- quello che la fa sempre suo paesotto di montagna.
- quello che ha la fattoria da generazioni, e quindi la carne la tratta come una principessa.

Alla fine fan tutti gli espertoni, ma la situazione più comune è questa



Io, da cittadino, lascio il campo ai più esperti.

Nel frattempo arriva un reggimento di zanzare il che porta a: 

- litrate di autan + porconi;
- schiaffi gratuiti alle braccia degli amici prese d'assalto dalle zanze;
- gente che inizia a zampettare per evitare di avere le caviglie ricoperte da bubboni;
- disagio


Prossima grigliata: Così


Nel frattempo la carbonella è pronta ma metà delle persone è già piena da quel connubio di patatine e coca cola. Siccome alle grigliate si invitano sempre 800 persone, già so che non si mangerà mai insieme. Anzi, appena la prima salamella viene estratta dal fuoco, rigorosamente metà cruda e metà bruciata, un gruppo di gente si scaglierà con veemenza che manco quelli che fanno shopping durante il black friday.

Hanno fatto la prima salamella 

CE STA LA SALAMELLA REGà




BUONA

Più affamati dei mangiatori di patete di Van Gogh.   
Seguono poi le costine, che ci mettono 90 ore a cuocere, e siccome le griglie sono sempre 10 cmq x 10 cm, ce ne sta solo una, il che vuol dire altre ore di attese. 
Ad un certo punto la gente si stufa di aspettare e il tutto finisce con i classici wurstel Aia, che dalla disperazione però qualcuno addenterà crudo dalla confezione come il peggior crucco. Se hai fortuna ti sei ritagliato un quarto di coscia di pollo, sennò avrai speso per aver mangiato solo le Rodeo, che però sono sempre sublimi. 
Nel frattempo cala il buio, la gente inizia ad essere catrafratta sulle sedie. Vige l'apatia e quelle aspettative di fare barbecue fino a notte fonda, si dissolvono nell'aria. Probabilmente,causa carne cruda, passerai pure una notte insonne con dolori di stomaco. Una volta a Milano su un terrazzo mi hanno tirato una gavettone d'acqua perchè facevamo bordello post grigliata e i vicini erano presi male. L'unica nota positiva è quella di stare con gli amici. Ad una grigliata ho conosciuto il mitico Mitch. Ma in compagnia si può stare anche in pizzeria.

In conclusione, ad una grigliata preferisco sempre e comunque una pizza on the couch.







venerdì 15 maggio 2015

POTC review: Game of Thrones

Cari amici e follower. Premetto, visto l'argomento scottante, che questo post è SPOILER FREE
(anche perchè già avevo parlato degli spoiler qui). Indi per cui se ancora non avete visto Game of Thrones (da ora GOT), il che certifica che negli ultimi 4 anni avete vissuto in una spelonca dove l'unica traccia di vita è il segnale sempre presente di radio Maria, potete leggere tutto senza rovinarvi nulla.

Questo post nasce di getto. Proprio ieri sera sono tornato a casa e ho deciso di vedere l'ultima puntata uscita di Game of Thrones. A metà puntata ero però talmente annoiato che a momenti cambio su Rai 1 per vedermi il concerto della Pausini a Taormina.  Che già....

Chi non è caduto nella trappola di una serie tv? Quello che in inglese definiscono il "Binge watching" che tradotto in italiano vuol dire "spararsi una puntata dietro l'altra fino allo stato di atassia", è una condizione in cui si trovano molte persone della mia generazione, e potrebbe pure essere una delle mia skill di Linkedin. Dal 2004, anno di uscita di Lost (momento di silenzio), la mia vita è stata un susseguirsi di serie tv, un baratro visivo in cui mi sono ritrovato nelle notti più fredde di inverno e nei pomeriggi più caldi d'estate.

I miss you


Niente ha raggiunto i livelli di Lost, sia chiaro, ma pochi anni fa sono incappato in un altro baratro: Game of Thrones. Game of thrones è probabilmente la serie tv più seguita degli ultimi anni, e anche la più hackerata; è tratta da dei libri best seller scritti da un nerdone. Indi per cui il mondo si divide in due categorie di persone:

- chi ha letto i libri e se la mena;
- chi non ha letto i libri e don't give a fuck per questo.

Io faccio parte della 2 categoria. Non sono abbastanza nerd da leggermi i libri, ma neanche da fregarmene.
Quindi, circa due anni fa, ho iniziato a vedere la serie di cui tutti parlavano. Ora, giunto alla 5 stagione, mi sono rotto le palle. Tutto questo perchè GOT è riassumibile in un post. Quindi ecco a voi la seconda review di POTC (dopo quella di 50 shades of grey) dedicata a chi non ha meglio da fare nella vita che leggere sto post, completamente SPOILER FREE.


Got è una serie da nerdone, tipo quelle robe fantasy con i draghi. è una specie di "Signore degli Anelli" a puntate. Praticamente ci sono queste 700 famiglie che vogliono prendersi il trono di spade, e quindi si fanno mega sbatti tipo arruolare gente, fare guerre, tutto per sedersi su una sedia su cui non si è voluta sedere manco la regina Elisabetta.

Lizzy doesn't care 

Tutto inizia con una sigla super, che vi propongo in versione gatti.



Queste famiglie sono:
- i Lannister. La famiglia dei surfisti. Tutti biondi e belli. Cercei è la mega bitch che beve tutto il giorno ma non ha mai un hangover.



Ha un fratello nano che si fa mille tipe e uno che si fa lei. Esatto, i due fratelli inciuciano tra di loro che manco ai tempi delle mele (già presente nella prima puntata, no problem). E poi c'è il figliolo, Jeoffrey, che è re ma è mega cattivo.

- Contrapposto c'è il Nord. 'Sta famiglia del nord che parla solo della supremazia del Nord. Una specie di Salvini con l'elmo. Questa famiglia c'ha 3 figli. Rob, Arya e Sansa. Sansa è mega babba ma ora è tipo hipster total black come quelli che vanno al Tunnel.

Sansa babba



Sansa hipster/emo

Poi c'è anche un fratellastro che si chiama Jon Snow ma che non sa un cazzo. "You know nothing Jon Snow" è tipo la frase cult, che ogni volta fa emozionare un nerd.




- Poi c'è una tipa bionda, Deenarys, che ha tipo 90 nomi. C'ha dei draghi mega power e praticamente passa le stagioni a camminare nelle lande desolate a raccogliere gente per andare a prendersi il trono. Che anche lì, ora basta. Sembra Forrest Gump quando inizia a correre e corre per 2 anni.



Tutte ste famiglie sono unite da 4 battute cardine che vengono ripetute in loop:

- "you know nothing jon snow". Già spiegata sopra
- "where are my dragons?" Perchè la bionda è sembra mega presa male che non trova i draghi e quindi ogni due minuti ce lo ricorda.
- "cock cock cock" Perchè ogni puntata ha tipo 20 min di scene di sesso,
- "Winter is coming". Praticamente vivono in un perenne autunno da 10 anni....E la gente si lamenta del clima di Milano....



Mi avrà anche annoiato, ma ora voglio finire la puntata. Sarà forse il caso di dire che "Tira più una puntata di Game of Thrones che...."


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giovedì 7 maggio 2015

Vedo la gente felice (Su facebook)

Carissimi amici,

Mi sembra quasi impossibile che siano passati quasi due mesi dal mio ultimo post. Questo ritorno su POTC ha un po' il sapore della nuova trilogia di Star Wars, ha il sapore del ritorno in tv di Costanzo, ha il sapore del rivedere gli amici dopo le vacanze estive, ha il sapore della nuova stagione di Game of Thrones. Va beh, avete capito.
Ho creato una pagina fb di POTC. Così se un giorno decidessi di togliermi dai social, almeno potete comunque essere avvisati quando escono i post.

LINK-----> QUI

Molti di voi si saranno chiesti che fine avessi fatto (in realtà nessuno), e la risposta è molto semplice: ho (finalmente) finito la tesi. Siccome ho passato gli ultimi mesi a scrivere come un dannato, spero di essere scusato se la sera non avevo voglia di scrivere anche su POTC (un po' come quando sei in sessione di esame e non leggeresti mai un romanzo).

Questo è il marito di quella milfona di Julian Moor mentre lei riceve l'Oscar. Ora, mentre tua moglie sta vincendo il premio più importante della sua carriera, puoi fare una foto? #novabbeh



Tutto questo per introdurre il tema di questo post: odio i social. Ma ancora di più la gente social.
In questi mesi di chiusura sociale, in cui la serata più folle era quella in cui andavo all'Esselunga a prendermi un pizza che non mangiavo neanche sul couch, ho capito di essere affetto da un morbo, un morbo che sta colpendo tutta la mia generazione: "Vedo la gente felice (su Facebook)", o del FOMO (fear of Missing out). Il Fomo è la paura di perdersi un evento, o in altre parole vuole dire entrare in sbattimento quando sei a casa catafratto sul divano e vedi su Fb/Instragram gente che si diverte come dei pazzi, e te accetti il fatto che stai passando la tua giovinezza nel posto sbagliato.

Tutto questo è dovuto alla ormai necessità di confrontare la propria vita con quella degli altri. Nei lontani anni passati se uno partiva, la massima informazione era tramite lettere che arrivavano dopo 20 anni. Oggi una persona è reperibile su Facebook, Twitter, Instragram, Pinterest, Linkedin, Snapchat, Vine, Whatsapp, Email, Sms, Telefonate, creando un vortice di sbattimento infinito che potrebbe essere ridotto ad una formula matematica, giusto per dimostrare che anche se ancora non ho imparato la tabellina del 7, posso proporre una formula:

FB = sb(N)
facebooK= sbattimento alla n

Per farla breve, ormai siamo talmente abituati a condividere anche la rumorosa scoreggia del vicino di casa mettendo su facebook "listening to ---> big neighbor fart", che ci viene l'odio per l'umanità ogni volta che entriamo su Fb e la nostalgia per l'epoca in cui per sapere se Gigi era a casa dovevi citofonare a sua madre e se non c'era potevi chiedere se c'aveva il gelato. (beccatevi quanto è 90s questo spot)




In questi mesi di non contatto con la società ho avuto modo di constatare i seguenti profili:

- tipo/tipa perennemente al montagna/mare. Quello che passa ogni weekend invernale sugli sci e ogni weekend estivo al mare. Colpito dalla crisi mi han detto;
- tipo/tipa ad una festa mega figa. Te sul divano a vedere Sean Pen da Maria de Filippy, loro all'after party con Sean;
- il tipo che si diverte sul lavoro. Te vorresti bruciare la scrivania del tuo collegata, loro ci escono a cena.
-il tipo senza cash che viaggia un botto. Te massima gita: prendere la lilla fino a San Siro. Loro: Week end in Bolivia.



La cosa più assurda però, è che quel tipo sono io e sei anche te che stai leggendo. Perchè per quanto la tua vita possa far cagare, online sembrerà sempre un successo e tutti partecipiamo a creare questo finto mondo felice. Io in primis, e te in secundis. (si dice? boh)
Ora fatto questo preambolo mi chiedo: ma la perenne condivisione di ogni cosa ci rende felici? Ci fa vivere il momento? Poi ancora prima di avere una risposta, ho avuto una visione.
È giunta l'apocalisse. È arrivato uno strumento che mi ha fatto dubitare del genere umano. Pensavo che l'umanità avesse toccato il fondo con la gente che va ai concerti per filmarli (complimenti te lo stai godendo. A tal proposito riporto la foto del recente concerto di Katy Perry a Milano che mi ha inviato una mia amica. Uno ragazzo è stato invitato sul palco e ha passato i 5 minuti a disposizione con Katy Perry con il telefono in mano, facendo selfie e video. In parole povere ha visto Katy Perry dallo schermo del suo telefono, stessa cosa che stare giù dal palco a sto punto).





Sono entrato talmente in sbattimento da questa scoperta che sono arrivato molto vicino al guardare Segreti su canale5.

Ho scoperto l'esistenza di PERISCOPE.

A parte il nome di merda che mi ricorda una crasi tra PERI (periferia per quelli un po' ghetto) + SCOPE (che sembra il termine Scopa pronunciato da uno che non sa l'inglese. Un po' stile MR. Brown. Tipo: Pass me the scope che dev pulir), per chi non lo sapesse Periscope è un socialdimmerda per cui puoi condividere live quello che stai facendo con dei tuoi amici i quali possono commentare o mettere like.

and I was like.







Ora, seri? Dopo Skype, Facetime, Le webcam ecc te mi inventi un'app per mostrare live ai miei amici quello che faccio? #ansia #noovabbeh
E poi tutto questo si è spinto oltre. Ho visto Periscope all'attivo....

Scena 1: Sera, prima della Scala di Milano del 1 maggio. X va alla Scala. Dopo due ora X si collega con su Periscope per  fare vedere ad Y dove è seduto. Tutto questo mentre l'opera è in scena. Ora, ma puoi? Ma goditi l'opera senza l'ossessione di far vedere ai tuoi amici dove stai seduto.

Scena 2: Sabato vado al mare. X arriva con iphone dicendo che è collegato con i suoi amici per fargli vedere che è al mare e c'è il sole. Ma goderti il mare, la spiaggia, e il tuo relax? un conto è una foto su fb/instagram un conto è condividere il momento della spiaggia con altre persone.

Questo torna come un boomerang al messaggio iniziale: far sentire una merda quelli che guardano dall'altra parte.
Ora domandone: te che sei in spiaggia e condividi le onde, o te che sei alla Scala e condividi l'urlo di "Vincerò", sì proprio te, ti sei goduto il momento?
Lo so, Lo so, sono io il primo a postare aggressivamente, ma nei momenti della vita non quotidiana (viaggi, serate, cene) cerco di lasciare il telefono fuori. Vi lascio con un appello (che faccio anche a me stesso). Basta condivisione, basta ossessione del dire alla gente che stai mangiando, cosa stai bevendo, cosa stai leggendo e verso quale posto esotico stai viaggiando. Viva l'ignoranza del non sapere che minchia sta facendo il babbo del liceo.Viva l'ignoranza di non sapere se siete a Brugherio o a New York. Viva l'ignoranza di non sapere se c'è un festa con 1.M attending. Viva l'ignoranza di non sapere se sei stato in vacanza in Sardegna e sei mega felice. Se sei arrivato fino a qui manda un messaggio ad un amico, escici a bere una birra e spegni il tel. Forse ne vale la pena.

VINILE ROTTO.

Si dai bravo, cazzo è una campagna sociale? Va beh apro Facebook va.....


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mercoledì 11 marzo 2015

Gli spoiler sono la peste del XXI secolo

Perdonami Alessandro, se ti tiro in mezzo.
Ma vedi, l'episodio che narrasti tanti anni fa dell'arrivo di Renzo a Milano durante la peste seicentesca, potrebbe essere ripreso e contestualizzato. Perchè vedi, caro Alessandro (posso chiamarti Ale? dopo tutto sei un imbruttito milanese pure te), oggi noi giovani dobbiamo far fronte alla peste 2.0: LO SPOILER.

DRAMA BUTTON

Ok, avrete capito che mi stavo rivolgendo con molta nonchalance a quell'imbruttito di Manzoni con questa parafrasi storica dal sapore un po' di Linea verde, quel programma trash italiano che fanno la domenica a pranzo dove raccontano degli eventi storici italiani e poi si sfondano di formaggi e salumi. Tutto questo per introdurvi uno dei grandi dramma della mia generazione. No, non sto parlando del precariato o dei rapporti sociali instabili, ma degli spoiler. Quella peste 2.0 che si diffonde a macchia d'olio, e di quei soggetti che come untori spifferano ai quattro social i finali delle nostre serie tv preferite. I prof li usano addirittura per calmare gli studenti



Premetto: il post contiene spoiler su Masterchef 4, Game of Thrones 3. The O.C e Harry Potter. Se non hai visto/letto uno di questi quettro, come prima cosa mi chiedo dove hai vissuto negli ultimi 10 anni, e poi ti invito a mollare il blog. Va beh che sono spoiler inutili eh. Cioè dai leggi a sto punto.

Questa riflessione nasce dal fatto che settimana scorsa c'era la finale di Masterchef che io seguo in differita streaming come un poveraccio senza Sky. Già la settimana prima ero stato spoilerato.




Striscia la notizia, programma che dopo lo scandalo di Wanna Marchi fa cagare peso, giusto per usare un francesismo, ha voluto fare il colpone di scena dicendo chi era il vincitore di Masterchef italia, tre giorni prima della finale. WTF. Manco se l'avesse annunciata Juliana Moreina con quell'accento brasiliano ( "Gabibbu il vincitoru di masterchef è) sarebbe stato bello. Ma puoi?

no va beh


Quindi da martedì è iniziato il mio dramma esistenziale per cercare di non leggere su internet chi fosse il vincitore. Inutile dire che Corriere.it e tutti gli altri quotidiani online erano out. Ovviamente la gente inizia a postare su facebook commenti sul vincitore con la stessa velocità con cui Eminem mi rappava nei 90s. Un po' così:



Ma da bambini nessuno vi ha mai insegnato che chi fa la spia non è figlio di Maria non è figlio di Gesù e quando muore va là giù? Ecco se Dande scrivesse la Divina Commedia oggi probabilmente esisterebbe il girone degli spoileratori. (Che punizione potrebbe infliggergli? Mmm che magari a loro volta vengono spoilerati attraverso delle fiamme nelle orecchie. Ok. Si in effetti ci starebbe. Poi le strofe sarebbero....Ah no ok torniamo a dove eravamo).
Arriva il giorno della finale, giovedì sera, conscio che sarà impossibile entrare su Facebook dalle 21.00 in poi onde evitare gente inutile che commenta cose ancora più inutili. Ci sarà un motivo per cui hanno inventato Twitter no? Quindi cosa scrivi "BRAVIIII" che gli unici che leggeranno sono (in ordine) tua mamma, il prete della tua parrocchia e quella tipella che incontri sul tram ogni mattina che forse un giorno te la darà. E ho detto forse. Per farla breve: quel post da 3 like in cui spoileri la finale sta rovinando la sorpresa ad altri.
Venerdì sera giornata super out of internet. No corriere, no instagram, no facebook, no edicola, no marmotta che incartava la cioccolata e pure no radio! Ho dovuto mettere muta radiodeejay come faccio quando passa Carmen Consoli con quella voce fastidiosissima. Sono arrivato pure a  premettere in ogni chiamata che ho ricevuto che "NON HO VISTO MASTERCHEF" e quindi non volevo sapere nulla. Ricevo messaggi di gente che sta seguendo lo stesso silenzio dalla rete. Alcuni sono caduti nelle trappole degli spoileratori. Bisogna costantemente guardarsi alle spalle.





Miracolosamente arrivo a venerdì sera senza aver letto niente. Sabato sono tranquillo, le acque si sono calmate, la gente non scrive più. Dopo un bel pranzo mi siedo sul divano per leggere il Corriere. Sfoglio con tranquillità le pagine fino a giungere, senza accorgermene, alla sezione "Spettacoli". Ecco, inculata epocale. Lì, stampata a momenti a tutta pagina, la foto del vincitore. Ecco, 4 giorni di sforzi che mi hanno fatto perdere 30kg, e in 2 secondi spezzato ogni incanto. Non ero così in sbattimento da quando il mio amico mi aveva spoilerato che Silente veniva ucciso da Piton. Che pure lì: Ma puoi?
Ora molti di voi staranno già gridando alla pazzia, suggerendomi in modo silente di farmi una vita. Forse un giorno istituiranno un centro di ascolto per gente spoilerata e verremmo intervistati dal TG1 di spalle con la voce cambiata che poi diventa come quella di Saw l'enigmista.
Ok, forse ho esagerato un po', ma dovete sapere che il mondo si divide in due categorie: chi vuole sapere come finisce un film e chi no. Io faccio parte della seconda e di conseguenza non voglio avere il finale rovinato dai commenti della gente. Se soffrite da un'irrefrenabile voglia di scrivere apritevi un blog o mettete un normale SPOILER ALERT prima di raccontarmi che Mr Green ha ucciso Miss Scarlett con un candelabro nel Salone della Musica, come fa ogni blog/sito che si rispetti.

Mi riferivo a Cluedo, che ancora non ho capito se mi piace o no



Comunque esistono due categorie di spoileratori:

- il postatore aggressivo. Quello che commenta in modo fastidioso live. Tipo "NOOOOO è morto Y", " Grande ha vinto X". Interesse in quei post: 0

- Quello che spoilera a caso. Che senza volerlo nelle più normali conversazioni ti dice qualche cosa. "Oh mi passi il sale? Sennò mi soffoco tipo Jeoffry in GOT" MA!

IO così


Va beh tutto questo ovviamente mi ha fatto crescere sempre quel senso di nostalgia per il periodo pre-internet. Quegli anni in cui le serie tv si vedevano su Italia 1 o su rai 2 e le stagioni erano centellinate in due episodi a settimana, in differita di un anno rispetto alla messa in onda americana. Ahhhh, che bei tempi quelli in cui i telefilm si vedevano al pomeriggio nella pausa dello studio. Quegli anni in cui non eravamo consci di quante stagioni ci fossero in un telefilm, si guardavano e basta. Se se si perdeva una puntata si cercava di recuperare captando i segnali. Quanti sbattimenti in meno che avevamo. Nessuno ci aveva detto che Marissa Cooper sarebbe (SPOILER ALERT) morta. Nessuno ci aveva anticipato il finale di Friends. Nessuno ci rompeva le palle su niente.



E quindi voglio chiudere con un appello. Una sorta di undicesimo comandamento:

**NON SPOILERARE IL FINALE AL PROSSIMO TUO** 

E in visione della nuova serie di Game of Thrones che esce tra un mese vi prego: no spoiler.


peace & share 


martedì 3 marzo 2015

50 sfumature di sbattimento

Cari amici, ancora una volta mi vedo costretto a scusarmi per la mia latitanza che questa volta è durata più del solito. Ma ne sarà valsa la pensa, speriamo.

Questo è un post ad alto contenuto erotico, quindi se siete minori di 18 anni vi prego di non andare oltre. Si dai okay. Ho visto 50 sfumature di grigio e questa è la mia review. Chissà, un giorno magari questo blog diventerà famoso, e sui giornali troverete delle scritte di questo tipo.



Tutto è iniziato con il trailer del film un po' di mesi fa che se non avete visto vi propongo qui sotto.



Io ero completamente ignaro del contenuto di quel libro, che tutte le MILF si erano passate sotto l'ombrellone un po' di estati fa. Quel libro che scopro essere un Harmony 2.0, un libro erotico che eccita anche le 20enni.
Ah, il femminismo. Anni di lotte per la parità dei sessi, e poi arriva la prima arrapata che pubblica un libro che vende più copie di Harry Potter e che spazza in un giro di pagine tutto quello che le donne hanno ottenuto in decadi. Però le donne sono proprio così. Un po' come Beyoncè che in una canzone canta "Who run the world? Girls" E in quella dopo piange pensando: "If I were a boy/ I can see your Halo". #coerenza. Vogliono la parità dei sessi ma se vedono il 6 packs non capiscono più nulla.

grazie Corriere.it



In queste settimane sono stato bombardato da notizie di ogni genere.






Momento momento momento.



Rileggo venti volte le notizie (Pubblicate tra l'altro da Messaggero e da Giornale, manco fossero pubblicate da Cioè). Mi volete dire che la gente vomita in sala come post Alcatraz nei tempi d'oro? Che trovano dei preservativi usati? Era dai tempi della condensa nella carrozza di Titanic che le tipe non si eccitavano a dismisura nelle sale cinematografiche.




Fatto sta che dopo questa quantità di notizie, un po' mi era salita la voglia di vederlo. E quindi io e miei amici, in una mite serata di Marzo, ci siamo ritrovati sul divano con birre ghiacciate e Pop corn alla mano e abbiamo visto il film. 4 maschi e una donna per avere un parere femminile.
Premetto che l'unica versione trovata era in italiano con i sottotitoli in cinese. Bello.
Ovviamente nessuno di noi aveva letto il libro nè visto il film.

Il film parla di Anastasia, la sfigatella di paese che lavora al Paradiso della Brugola (CIT.) e che guarda caso studia lettere. Classico cliché della tipa che studia Jane Austen ma alla fine è una zozzona di paese.  A scuola viene corteggiata da un peruviano importato in America che così fanno un po' i politically correct ma ovviamente non gliela dà.
Il film inizia con Anastasia vestita da educanda che deve andare ad intervistare Mr. Grey perchè la sua coinquilina è malata.
F: " Questa è la classica tipa che alla fine del film diventerà una figa"
Arriva nel suo mega ufficio e inciampa appena varca la porta (inspiegabilmente visto che non c'è nessun gradino) e quindi è già a pecorina ancora prima di essersi presentata. Lui è il classico belloccio che a 27 anni è mega ricco, e ovviamente ha un passato tragico. La gente normale a 27 ha un contratto a tempo determinato, sto qui tipo ha palazzi interi. Ora ditemi chi è così ricco a 27. L'Alice seduta di fianco a me dice che l'attore che ha fatto Harry Potter è ricco. OKAY.
Colloquio con dialoghi imbarazzanti durante il quale lei ha tipo 20 orgasmi senza contatto fisico. La scena finisce con sguardi di fuoco che hanno un sapore via di mezzo tra Twilight e Dawson's Creek.

La sera dopo esce a fare la pazza con le amiche e al 50esimo Gin Tonic chiama Mr. Grey che arriva mentre lei sta vomitando l'anima.
Inutile dire che lei si innamora di lui, il quale però sembra nascondere un segreto, svelato 10 minuti dopo. Perchè come dice lui. "Ho gusti strani"



No, a quanto pare ha dei gusti strani in una stanza. Che stanza sarà?



Va beh, sto tipo ha una sala di giochi per sadomaso e come dice lui "Io non faccio l'amore, io scopo forte". Lei dice di essere vergine il che ci fa ridere tutti perchè al giorno d'oggi è più semplice trovare l'utilità di Salveenee nel mondo che una vergine. Iniziano quindi ste scene di sesso che nella versione che abbiamo trovato sono censurate, quindi c'è un Jump cut che non capiamo se sia una scelta stilistica o no. Ovviamente no.
Lui le propone un contrattato da firmare in cui lui diventerà dominatore e lei la sottomessa. Lei non firma ma si fa comunque prendere a frustrate mentre è appesa al soffitto tipo Crudo di Parma. Tra l'altro lei è espressiva quanto il crudo di Parma.

Anastasia Appesa
 Non svelerò altro, ma sono state le due ore più noiose della mia vita. Vi metto un video che svela molto del vero film. dura solo 29 secondi.



Come dice la Madda, noi maschi saremmo dovuti andare fuori dai cinema ad accalappiare le milf.
dice che è il film perfetto per la brianzola con Hogan e french alle mani.

Ho appena visto 50 sfumature 


E in effetti si spiega il successo e l'incasso da 80 milioni di dollari in un solo week end.

Su internet gira questa notizia:


Quindi scarichiamolo tutti così ci evitiamo altri film!
Comunque la verità è che a me non me ne frega niente delle 50 sfumature di grigio. Le uniche importanti sono quelle di Carlo Conti.




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mercoledì 11 febbraio 2015

Perchè Sanremo è Sanremo

Stamattina mi sono svegliato con una voglia matta di scrivere riguardo a quello che ho visto ieri sera conscio che la gente potrebbe dire "Ma ammmè cosa me ne fotte del tuo pensiero?"

Per farla breve, parlerò di SANREMO

Mi sono alzato, ho fatto colazione e nonostante le 600 cose che devo fare oggi mi sono concesso un momento da "giornalista": la lettura della stampa nazionale con le review di Sanremo. Che serio.

Già mi sconvolge questo dato


Nessuno c'aveva da fare a quanto pare. Ma partiamo con ordine.

Ieri sera sono andato a cena da amici e abbiamo deciso di vedere Sanremo. Per noi generazione Y, Sanremo è sempre stato quel programma mega italiano che non abbiamo mai capito. Dopo i fasti e i successi di 40 anni di musica, da quando ce lo ricordiamo noi ha sfornato solo gente tipo Povia, che già, cagate sotto.
I gloriosi anni di Ramazzotti, Ricchi e Poveri, Romina e Al bano, Mina e tanti altri sono finiti da mo' e per ora ci creano solo nostalgia di epoche mai vissute, e le loro musiche ancora ci accompagnano nei fine serata di ogni locale degno di nota quando il quinto Moscow Mule prende il posto nel tuo sangue.

Tutto inizia con l'ante festival in cui io e mie miei due compagni di cena, N e G, che per l'occasione saranno etichettati come esperti di sociologia e antropologia, ci accorgiamo che non conosciamo la metà dei cantanti. Ci sono pure quei tre tenori che sono famosi solo in America e Platinette uomo. Ci sono pure i Soliti idioti che fanno ridere soltanto i soliti idioti. Noi attendiamo con ansia il ritorno di Romina e Al bano. Che poi se lui avesse preso il cognome di Romina si chiamerebbe Al Bano Power che sembra una frase di senso compiuta.

Poi finalmente inizia. Siamo già delusi dalla mancanza del classico jingle di Sanremo che vi ripropongo in un glorioso video d'annata del 1996 con il grande Pippo nazionale (che spero vi accompagni nella lettura del post), sostituito quest'anno da una musichetta da giostre di paese (come sostiene F, espero musicale che mi scrive via whatsapp)



G fa notare che è tutto blu perchè è Rai 1.
Notiamo con gioia che Carlo Conti ha abbandonato il solarium per passare da un colore Niggaz del Bronx ad un colore Albicocca ma forse sono i colori della tv di N.



Bah, proprio albicocca forse non è

Da un momento all'altro sono sicuro che dirà "SCOSSAAAAA" o "GHIGLIOTTINA" ma rimango mega deluso.
Poi arriva Emma Marrone, per me la tipa che ha vinto Amici. Iniziano a volare commenti:

N: "Sembra una di quelle Sante che i terroni portano in giro nei paesi tipo per le strada"
G: "Cazzo è Marylin Monore?"

Emma ci fa capire che leggere il gobbo è un grande mestiere che non tutti sanno fare.
Poi arriva Chiara che dopo 500 spot della TIM forse ha capito che le conveniva tornare a cantare.
Seguono Arisa e poi Rocio, l'immancabile gnocca dell'anno. Non ho capito chi è, cosa fa, da dove arriva, ma è inutile porsi domande perchè tanto tra 4 giorni già ci saremmo dimenticati di lei.

Foto di belen Just because 


E poi accade l'irreparabile. Accade un evento che fa rivisitare la scala "quanto è trash questo momento da 1 a 10" dove 10 è Antonella Clerici che al telefono con capisce che cos'è la BORRA". Sì, momenti così non si sono visti neanche a "C'è posta per te", neanche a "Pomeriggio 5", neanche all'arena con Giletti.

Carlo conti fa entrare una famiglia composta da 18 membri: 2 genitori e 16 figli. 

Il Pater familias ci informa che i suoi sedici pargoli, tutti magicamente dotati di occhiali, sono opera dello Spirito Santo. E io che pensavo che per concepire i figli fosse necessario un rapporto sessuale. In 3 minuti usa solo queste parole: Cristo, Dio, Spirito Santo, Provvidenza, miracoli, il che ci fa ripiombare negli anni '60 in due minuti. Ned Flander in compenso è tipo un assatanato. 

Segue Gianluca Grignani che io pensavo fosse stato arrestato, o in coma etilico e invece a quanto pare sta meglio di tutti noi.

Poi arriva Tiziano Ferro che canta FNDANE DI SENE DERE ma è bravo. E poi parte la pubblicità dei Baci Perugina ci informa che per San Valentino i baci perugina avranno le frasi di Tiziano Ferro.  Spero di non prendere il bacio perugina con dentro come frase " NOTIZIA è L'ANAGRAMMA DEL MIO NOME VEDI"  




Nel frattempo per evitare di essere risucchiato dal divano di N e G torno a casa in motorino e mi perdo la battuta di Siliani sul bambino obeso. Alta televisione. 

Arrivo a casa in tempo per il momento più atteso della serata. Il ritorno di Romina e Al bano. Dopo due canzoni che conoscono solo loro parte il momento Felicità. 
La Rai ci delizia con un Giletti che batte le mani tipo vecchietto della parrocchia. Noi twentysomething cantiamo ricordandoci i fine serata della settimana scorsa. Finita la canzone Carlo Conti incita ad un limone sul palco dell'Ariston suscitando un imbarazzo totale anche a casa perchè i due non si vogliono manco abbracciare. E poi basta sti momenti populisti della famiglia felice. Al bano ci ricorda che hanno divorziato e la tratta tipo ruota di scorta. 

Se ne vanno e dopo questo TBT degli anni '80 è il momento anni '90 con Nek che per l'occasione ha lo stesso taglio di capelli del 1997.

Basta è troppo. Non voglio andare oltre. Ho dato a Sanremo una chance e mi ha ripagato con una gran voglia di espatriare. Ancora una volta abbiamo constatato che gli anni d'oro della musica italiana non torneranno mai più.

Avete presente quando finisce la Messa e il coro accompagna l'uscita dei fedeli con qualche brano? Ecco, vi lascio con una serie di canzoni che Sanremo sfornava nei tempi d'oro mentre lentamente e inesorabilmente, ad uno ad uno, chiuderete queste pagina e tornerete alle vostre vite.
















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lunedì 9 febbraio 2015

DOMANI INTERROGO

Questo post nasce, come quello di Tinder, da una condivisione con la pluripremiata sparatrice di cazzate Noemi e del suo amazing blog Mangia Prega Sbatty e per questo sarà un po' diverso dal solito. Un po' di mesi fa aveva parlato di quello che per me è stato e rimane un periodo buio della vita. No, ovviamente non raggiunge i livelli di baratro delle medie, che sono  gli anni più osceni dell'esistenza di un individuo, ma ci va vicino: il L I C E O.

Ebbene si per questo post in condivisione come il cesso quando sei in Erasmus mi è toccato un viaggio nel tempo, un #TBDM ovvero un throwback di merda: IL LICEO (da leggere un po' con il tono di voce di "LA LUNA NERA" con annessa risata e inquadratura di una piazza trash italiana).
Premetto a tutti che ho fatto il liceo classico, che già è un po' da imbruttiti, e come tutti quelli che han fatto il classico me la meno come non mai, anche se ancora commetto errori di ortografia proprio su questo blog. Fatto sta che la supremazia del liceo classico è più conclamata dell'ignoranza di Flavia Vento. Se tornassi indietro nel tempo lo rifarei 100mila volte, ma ricordo quei 5 lunghi anni come un'angoscia costante. Il mio liceo ha lo stesso nome di un carcere minorile. Per la serie: sono stato avvisato/cagate sotto.

Siamo negli anni 2000, quel baratro dell'evoluzione della società in cui l'HSL e i jeans a vita bassa con panza di foera erano considerati cool, e se avevi la fucking criminal poi te le prendevi tutte (si come no).




La Rams23 e la Cuba10 (per chi è nato a Milano) erano il lasciapassare per le serate al Room97 (oggi the Club). I più temerari andavano a ballare al pomeriggio, mentre se andavi alle sera tiravi massimo alle 1.30 con qualche genitore che ti riportava a casa. #disagio. Il patentino era il primo sintomo di un'apparente libertà e il Topexan era il tuo best friend. La radio passava pezzi tipo "Superstar" di Jamila, che a volte mi chiedo se è ancora viva, oppure il già citato "Turn me on" di Kevin Little mentre Pharrell cantava con i N.E.R.D. Le tipe c'avevano i Winnie the Pooh attaccati al Nokia e i diari trash mega gondi con dentro dei segreti inconfessabili.


#DISAGIO


L'anno iniziava con l'ansia di non riuscire ad accaparrarsi i posti in ultima fila. Ma soprattutto con la convinzione che avresti avuto davanti quei 9 mesi in cui ti saresti alzato alle 7.20, cosa per me a dir poco illegale, e mi sparavo quelle 5/6 ore di lezione al giorno su argomenti mega interessanti ma di cui non mi ricordo pressoché nulla. 5/6 ore che al classico sono monopolizzate da quella threesome latino-greco-italiano, quelle tre materie che ti fanno morire dentro. Quelle ore interminabili in cui fantasticavo nella mente su come era il mondo fuori, mentre dalla quinta fila della mia classe guardavo i cani che correvano nel parco conscio che avevano una vita più interessante della mia. Per non parlare del fatto che il sabato mattina, mentre ora ti riprendi dall'hangover del week end, un po' anni fa ti stavi subendo 'na lezione su Hegel. WAAAAT



La svolta era l'ora di educazione fisica in cui la mia incapacità sportiva mi portava ad un'ora di cazzeggio epocale con quel tocco di "don't give a fuck" riguardo al TEST DI COOPER. Ma puoi? Che sbatti epocale. Una lascito delle scuole statali fasciste in cui si cercavano adepti per l'esercito. 
Per non parlare del momento interrogazione. Grazie a Dio esisteva la "giustificazione", il jolly del liceo. Quella cosa per cui non facevi un cazzo per mesi e poi quando ti giustificavi dovevi recuperare 800 pagine di storia, tipo dagli Egizi alla prima guerra mondiale in un pomeriggio. E la cosa assurda è che ci riuscivi. Ora mi basta leggere il Topolino per perdere la concentrazione.
La massima gioia della giornata era data quando arrivava il bidello per comunicare che non c'era il prof. Felicità mai vista, tipo che il prof magari stava per morire ma tutti erano sul dont give a fuck, e soprattutto, come mai i bidelli sono sempre degli scarti sociali? Quello messo meglio aveva gli occhi tipo Malocchio Moody, e una consecutio temporum dei verbi non pervenuta.

Il prof non ci fu oggi. Domani venuto

Per non parlare dei compiti in classe a sorpresa che suscitavano un panico/sbattimento tipo esodo del primo week end d'Agosto. E poi il peggiore/la peggiore. Il tipo/Tipa che stava dalla parte dei prof. Quell'elemento pronto a ricordare quello che il prof si dimenticava di dirti. tipo:

- Scusi professore: Ma non ha ancora assegnato i compiti per settimana prossima
- Scusi professore, ma non doveva interrogare oggi?
- Scusi professore, Potrebbe darci più compiti così capiamo meglio?



Ma la cosa peggiore era sempre il momento del calcolo della media. Non si sa per quale congiunzione astrale ma la media era sempre 5.8 il che ti faceva fare quelle conversazioni con i tuoi amici della serie:

"mi darà 6? Dai secondo me sì. Secondo te? Poi comunque sono migliorato nel quadrimestre dai, cioè si vede che mi sono impegnato. O no? No dai non può darmi il debito".

Mi è venuta l'ansia solo a scrivere questo post. Mai più liceo, mai più.